mercoledì 20 maggio 2015

Faccette estetiche in creamica


Le "faccette estetiche"  vengono da molti considerate una tecnica innovativa, ma in realtà esistevano già dei prototipi , furono introdotte dal dr. Charles Pincus nella Hollywood degli anni ’30 per migliorare l’aspetto degli attori nei primi piani cinematografici.
 Il dr. Pincus applicava questi sottili rivestimenti con una polvere adesiva per dentiere, per poi rimuoverli ogni giorno alla fine delle riprese, visto che all'epoca non esisteva un sistema per fissarli in modo permanente.










Oggigiorno le "faccette estetiche"  presentano una forte resistenza all'abrasione e un’elevata stabilità del colore e con le nuove tecniche di cementazione il rischio di frattura è probabilmente inferiore a quello delle corone in metallo ceramica o in ceramica integrale.

Le faccette dentali rappresentano uno dei risultati migliori dell’odontoiatria estetica moderna. Sono anche conosciute con il termine "faccette estetiche" e consistono in sottili lamine in ceramica che vengono applicate sulla superficie esterna dei denti anteriori (il loro spessore medio si aggira intorno ai 0,5-0,7 mm) , un po’ come le unghie finte vengono applicate sulle unghie naturali.

Le faccette sono sottili gusci di ceramica: applicate sulla superficie esterna del dente, esse, mascherano imperfezioni  del colore dentale,ma anche  alla forma o posizione dei denti.

I denti che andranno a essere restaurati con"faccette estetiche" devono essere preparati dal clinico, la preparazione del dente consiste nell'asportare una piccolissima porzione di sostanza dentale, variabile secondo il caso, non si tratta comunque di una procedura cruenta, si rimane entro i limiti dello smalto.

Lo spessore molto sottile della ceramica conferisce al restauro quella semi-trasparenza così naturale che ha decretato  il successo di questa tipologia di restauro.


Alcune Indicazioni sul’impiego

Le faccette si utilizzano su un dente fondamentalmente sano, ma con problemi estetici,tra i quali:

  • discromie (macchie permanenti) che non si possono migliorare con le tecniche di sbiancamento.
  • diastemi (spazio fra i denti), dove si applicano ai denti faccette di dimensione leggermente maggiore di quella della superficie di applicazione, in modo da riempire gli spazi vuoti.
  • otturazioni con difetti di colore, risultato del deterioramento di otturazioni bianche. In questi casi, le faccette sono la soluzione migliore per un risultato a lungo termine. La natura “vetrosa” della porcellana, infatti, ha la caratteristica di non subire pigmentazioni,a differenza dei materiali compositi.
  • Denti con anomalie di forma, come, ad es., la forma conoide (una delle anomalie più frequenti) o dove esista la necessità di trasformare la forma di un dente in un altro, come nel caso di questo canino trasformato con una faccetta in laterale.
  • Denti che presentano difetti dello smalto, quali l’amelogenesi imperfetta. Per simili correzioni si richiedono tecniche cliniche e di laboratorio molto sofisticate , oltre a una grande perizia tecnica.
  • Denti con forme scorrette o usurate dove si voglia migliorare la forma del dente.

 


  • Denti abrasi, quale risultato di processi erosivi: chimici (vomito da bulimia, abuso di bevande acide, quali limone o vari tipi di cola); meccanici (bruxismo, scorretto spazzolamento).

  • Denti con anomalie di posizione: denti ruotati o disallineati possono essere corretti con l’utilizzo delle faccette, creando,così, un effetto di “ortodonzia istantanea”.

Vantaggi e svantaggi delle faccette



Le faccette in porcellana richiedono una preparazione del dente estremamente conservativa e consentono il raggiungimento di un risultato estetico che non ha eguali con altri trattamenti.
 
Presentano una forte resistenza all’abrasione e un’elevata stabilità cromatica.
 
La durata del restauro e la perfetta adesione al dente si devono all’eccellente legame del cemento resinoso con la ceramica e lo smalto mordenzati. Questo legame, infatti, e’ il piu’ forte tra quelli ottenibili in odontoiatria, grazie agli adesivi smalto-dentinali, le “colle” che rendono possibile legare i materiali da restauro estetico con i tessuti dentari.
 
  • Una volta cementate al dente, inoltre,diventano tutt’uno con esso e rinforzano la struttura dentaria residua.
     
  • Pazienti con parafunzione (sfregamento e serramento dei denti) NON sono candidati ideali per un simile trattamento; in questi casi, e’ consigliabile risolvere il problema prima ancora di procedere a un progetto di restauro.
     
  • Viceversa, le faccette in porcellana rappresentano un eccellente trattamento in tutti i casi in cui si voglia migliorare forma e colore dei denti, aumentando il piacere del paziente di sorridere liberamente.

La durata

Le faccette si mantengono integre per molto tempo, se vengono seguiti gli appositi protocolli di fabbricazione da parte del dentista e di mantenimento da parte del paziente.

Ma, attenzione: il processo di preparazione è irreversibile. Una volta ricoperto dalla lamina di porcellana, il dente avrà sempre bisogno di un’analoga faccetta per avere un aspetto normale, perché la superficie viene leggermente fresata per ricevere la faccetta. E poiché è improbabile che essa - come del resto qualsiasi altro restauro odontoiatrico - duri per sempre, è bene entrare nell'ordine di idee che nel tempo, in media una decina d’anni o più, sarà indispensabile sostituire la vecchia faccetta con una nuova.

Ma benché l’applicazione di una faccetta di porcellana non sia reversibile, la quantità di struttura dentale che viene asportata è di gran lunga inferiore a quella richiesta da altri restauri, per esempio le corone dentali.

Perciò, quando esistono le indicazioni appropriate per l’applicazione di una faccetta di porcellana, questa dovrà sempre essere considerata il trattamento d’elezione.




Mantenimento delle "faccette estetiche" 

Le faccette vanno gestite scrupolosamente, come d'altronde gli altri denti.
Vanno spazzolate quotidianamente dopo i pasti con un movimento gentile dello spazzolino verso il basso, movimento che non sia traumatico per la gengiva per evitare retrazioni.

Passare quotidianamente tra dente e dente il filo interdentale, prestando particolare attenzione al bordo gengivale.
Per prevenire danni o fratture alle faccette evitare di addentare cibi od oggetti troppo duri quali spezzare caramelle dure o incidere con violenza mele turgide.

I denti trattati, come tutti gli altri denti, richiedono controlli specifici e regolari semestrali, che, associati ad una scrupolosa igiene orale, oltre a mantenere sani denti e gengive, permettono alle vostre faccette di durare a lungo.

Parte odontotecnica

Dopo la ricezione delle impronte in alginato in laboratorio, vengono realizzati dei modelli studio sui quali si procederà alla realizzazione di una ceratura, questa  servirà a stabilire le dimensioni ed i volumi dei restauri finali.

Fondamentali sono le informazioni ricevute dal clinico.
Il professionista,  infatti avrà cura di trasmetterci i modelli corredati di cere di centrica, lateralità e protrusione, il tutto è  indispensabili per la realizzazione delle guide anteriori, se possibile anche le foto del caso con delle informazioni dettagliate sull'anatomia e sulla dinamica delle espressioni facciali e labiali quindi del sorriso.
Tutte queste notizie ci permetteranno di poter fare delle valutazioni estetiche e funzionali utili alla scelta della forma ed al ripristino della lunghezza dei margini incisali.
La nostra attenzione prestata alla fase di diagnosi riveste un ruolo primario nella realizzazione dei nostri restauri protesici tradizionali; diventa ancor più alta nel caso che l’opzione protesica scelta sia quella della realizzazione di faccette feldspatiche, poiché la loro realizzazione non lascia spazi ad aggiustamenti e soluzioni improvvisate ed estemporanee, che ne comprometterebbero il risultato finale.
Le faccette in ceramica, costituite da una matrice vetrosa con maggiori inclusioni cristalline rispetto a quelle impiegate su metallo, sono sempre state il materiale  di scelta nei restauri indiretti anteriori perché permettono di riprodurre la traslucenza e la struttura del dente naturale, e perché garantiscono un’ottima biocompatibilità e stabilità chimica del materiale.

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